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    September 04

    Giacinto

    IL CIELO SI È CAPOVOLTO
    Lunedì, 04 Settembre 2006 15:11:19 
    È successo tutto in un maledettissimo giorno uguale a tanti altri. Un giorno senza segnali, senza avvertimenti, un giorno col cielo al suo posto, e non c’era modo di capire che un attimo dopo, si sarebbe capovolto. Quanto ci mettono a dirti che il tempo ti si è ristretto e non hai più garanzie? Pochissimo.
    Per Giacinto Facchetti, quel giorno era stato fino a quel momento normale. Poi è seguito il silenzio. Lo chiedeva lui, anzi lo chiedeva quella famiglia così incredibilmente bella e unita che aveva intorno, con lui faceva un tutt’uno, erano qualcosa di raro, i Facchetti, tutti avremmo voluto una piccola parte in una famiglia così. Adesso, anche a loro, resta questo.
    Le immagini di un ragazzo diventato uomo correndo dietro a un pallone, e rimane una grande lezione di vita, perché era un uomo pacato capace di grandi slanci, corretto fino all’inverosimile, per cui nemico acerrimo di tutte le slealtà, fortissimo, integro, figlio della provincia ma abituato a sedersi a qualsiasi tavola.
    Era un uomo da re e da operai. Era un amico leggendario. Era un eroe da romanzo, Arpino lo sapeva bene. Un romanzo di vita, di classe, di essenzialità.
    La prima cosa che faceva dopo le partite, era chiamare casa, i suoi figli, e Massimo Moratti. Troppe volte, quando qualcuno scompare, di lui si cercano le solo le cose buone.

     

    Il fatto è che di Giacinto Facchetti puoi dire solo quelle, che di cose cattive non ne trovi. Le malattie sono bastarde. Colpiscono a caso, non interessa se uno è stato buono, cattivo, perfido. Se lascia molto amore o poco. Giacinto lascia senz’altro molto amore, e quindi un infinito dolore, dietro di sé. Ma forse è sempre così. Una cosa è la conseguenza dell’altra.
    Vengono in mente tante cose. Quando raccontava di suo nonno che aveva l’Unità in tasca, e quando invece parlava del suo oratorio, dove giocava da piccolo. L’attenzione affettuosa, mai abbandonata, con cui si riferiva a Helenio Herrera. I diari del Mago li aveva tenuti lui.
    L’amicizia profonda, nata che erano due ragazzi, che lo ha legato a Massimo Moratti. Fino all’ultimo, uno c’è stato per l’altro, e l’altro c’era. Credendo in un miracolo, perché tutti ci abiamo creduto. Se c’era un uomo che se lo meritava, quello era Giacinto Facchetti. Ed era talmente forte, talmente integro, che a volte il miracolo sembrava arrivare.
    La rabbia che lo prendeva quando capiva che ci stavano fregando, e lo facevano da tanto, troppo tempo.
    La fretta con cui si alzava da tavola, negli alberghi, se c’era una partita in televisione.
    La chiarezza con cui inquadrava caratterialmente un giocatore.
    Il suo odio per il fumo, su questo era intransigente.
    La gentilezza con cui parlava. La lettera che scrisse alla sorella di George Best, lo scorso anno, in ricordo di un campione diversissimo da lui, ma che aveva sempre stimato.
    E la dignità con cui passò oltre la scomparsa della propria sorella, cancro, anche lei, e invece la felicità del suo primo giorno da nonno.
    La fermezza che aveva. I suoi occhi, così chiari. L’amicizia che dava e che ci si trovava a dargli. Lunghe ore a parlare, a valutare, a raccontarsi. Storie di calcio e di vita, giorni buoni e cattivi, una tale infinità di giorni insieme da pensare che non sarebbero finiti mai. E poi, mai così. Fino a quel giorno in cui ci ha chiesto silenzio e tutti abbiamo obbedito, stando ad aspettare un miracolo.
    Quando le cose finiscono, ti chiedi dove vada a finire tutto questo, se in cielo, in un’altra dimensione o in niente. Certo, ti resta nel cuore. Ma in questo momento, per tanti di noi è un cuore spezzato. È andato a pezzi in un giorno maledettamente uguale a tanti altri. Senza segnali, senza avvertimenti, col cielo che se ne stava come sempre al suo posto.
    Si è capovolto all’improvviso.DA: INTER.IT

    September 02

    Discorso

    Catia e Daniele,in questo 30 Agosto,che ormai vi appartiene,continuate il cammino già intrapreso insieme,divenendo l'uno la famiglia dell'altro.
    Come testimone di questa unione,vi auguro di condividere momenti felici e crescere attraverso le difficoltà di ogni giorno.
    A voi i miei migliori auguri.
    Michele
    July 26

    Haiku

    "oh guarda".

    E null'altro da proferire,

    dinnanzi ai ciliegi in fiore

    del monte Yoshino.

     Haiku:è una forma classica ed apparentemente semplice di poesia che viene dalla tradizione giapponese. L’haiku è una sorta di gesto dimostrativo che fissa, con una sorta di “ecco!” sottinteso, una sensazione legata ad una certa coloritura del mondo esterno. Non si fotografa una cosa, ma un’atmosfera, potremmo dire che….fa vedere l’irripetibile istante. Non c’è alcuna intenzione simbolica dietro le scene evocate.Come se il soggetto rinunziasse ad interpretare il mondo e si limitasse a vederlo e indicarlo.

    Ascendente

    Ascendente in Bilancia,SEGNO ACQUARIO

    La BILANCIA e' uno dei segni più forti dello zodiaco, anche quando presente come ascendente.

    Le persone con questo ascendente hanno il bisogno di vivere in sintonia con gli altri, rifuggendo qualunque forma di discussione o polemica.

    Hanno un forte spirito di adattabilità e grandi capacità comunicative. Sono molto affascinanti e tendono a scegliere sempre le vie più facili per uscire da qualunque tipo di situazione.

    Sono innamorati dell'amore e credono al principio che qualunque partner sia meglio di nessun partner. Hanno un sistema nervoso fragile e sono predisposti a malattie legate all'apparato renale.

    May 30

    GIACOMO LEOPARDI

    Gli uomini di molto merito hanno sempre le maniere semplici, ma le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito.